COMUNICATO STAMPA
Si sono concluse le due giornate di formazione tenutesi a Pescara ed organizzate dall'Ordine del Geologi della Regione Abruzzo in collaborazione con l'Associazione Nazionale Mineraria Italiana - ANMI, sul tema: "Terre Rare e Materiali Critici - tra Geologia , Geopolitica ed Economia circolare", risorse essenziali per lo sviluppo di settori strategici quali: le energie rinnovabili, la mobilità elettrica, le tecnologie digitali, fondamentali per attuare la transizione ecologica ed energetica e che sono caratterizzate da un alto rischio di fornitura.
L'evento ha visto la partecipazione di numerosi relatori avvicendatisi nelle diverse sessioni di lavoro: Geologica - Mineralogica - Geopolitica ed Economia circolare, che hanno evidenziato come le Materie Prime Critiche e Strategiche (es: litio, boro, grafite, rame, manganese, terre rare, . . . etc.), nell'attuale contesto geopolitico di forte instabilità, di conflitti e di iper-concentrazione delle stesse in Paesi terzi, richiede un ritorno strategico per l'Italia alla valorizzazione delle proprie risorse minerarie a oltre 30 anni dall'ultimo investimento pubblico nel settore, in un'ottica moderna, sostenibile e in linea con le priorità europee.
Il focus è stato rivolto al Programma Nazionale di Esplorazione Mineraria (PNEM), approvato dal Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE) ed in particolare al Progetto URBES riferito alle attività minerarie del passato, finanziato dal PNRR con 10 milioni/Eu. Questi programmi e progetti sono una parte di una strategia integrata di approvvigionamento delle materie prime critiche necessarie per il nostro Paese per un modello di sviluppo decarbonizzato e digitalizzato.
La sessione di Geopolitica e Economia circolare oltre a stimare un aumento della domanda di terre rare di 4,5 volte entro il 2030 per le turbine eoliche e un aumento della domanda di litio per le batterie dei veicoli elettrici di 11 volte entro il 2030, ha evidenziato il ruolo di "arma politica" assunto dalle Materie Prime Critiche e Strategiche, da parte di quei Paesi terzi (es. Cina, Africa, America Latina, . . . etc.), che all'attualità ne detengono il monopolio della produzione e raffinazione (70-100%).
Da ciò l'importanza delle "Urban Mining", ovvero l'attenzione da riservare all'utilizzo delle "miniere delle nostre città", che quindi assumono un ruolo strategico, in particolare costituite dai Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche - RAEE (v. settori eolico, fotovoltaico, batterie), che diventano importanti fonti secondarie essenziali per l'approvvigionamento ed ancora troppo poco recuperate (<10%). Le stime dimostrano come il loro riciclo potrebbe soddisfare il 32% del fabbisogno italiano di materie prime strategiche. Le imprese che hanno animato: "I cantieri dell'economia circolare" e che svolgono in Abruzzo attività industriali innovative in questo campo dell'economia circolare, hanno richiesto una maggiore interlocuzione con la Regione Abruzzo, evidenziando tempi non congrui per il rilascio dei permitting e dimostrano concretamente come l'uso circolare delle risorse e l'industria del riciclo siano una leva strategica non solo da un punto di vista ambientale ma anche per la sicurezza dell'Italia, tra i Paesi più dipendenti dalle importazioni estere. Un appello da raccogliere.
L'evento ha visto la partecipazione di numerosi relatori avvicendatisi nelle diverse sessioni di lavoro: Geologica - Mineralogica - Geopolitica ed Economia circolare, che hanno evidenziato come le Materie Prime Critiche e Strategiche (es: litio, boro, grafite, rame, manganese, terre rare, . . . etc.), nell'attuale contesto geopolitico di forte instabilità, di conflitti e di iper-concentrazione delle stesse in Paesi terzi, richiede un ritorno strategico per l'Italia alla valorizzazione delle proprie risorse minerarie a oltre 30 anni dall'ultimo investimento pubblico nel settore, in un'ottica moderna, sostenibile e in linea con le priorità europee.
Il focus è stato rivolto al Programma Nazionale di Esplorazione Mineraria (PNEM), approvato dal Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE) ed in particolare al Progetto URBES riferito alle attività minerarie del passato, finanziato dal PNRR con 10 milioni/Eu. Questi programmi e progetti sono una parte di una strategia integrata di approvvigionamento delle materie prime critiche necessarie per il nostro Paese per un modello di sviluppo decarbonizzato e digitalizzato.
La sessione di Geopolitica e Economia circolare oltre a stimare un aumento della domanda di terre rare di 4,5 volte entro il 2030 per le turbine eoliche e un aumento della domanda di litio per le batterie dei veicoli elettrici di 11 volte entro il 2030, ha evidenziato il ruolo di "arma politica" assunto dalle Materie Prime Critiche e Strategiche, da parte di quei Paesi terzi (es. Cina, Africa, America Latina, . . . etc.), che all'attualità ne detengono il monopolio della produzione e raffinazione (70-100%).
Da ciò l'importanza delle "Urban Mining", ovvero l'attenzione da riservare all'utilizzo delle "miniere delle nostre città", che quindi assumono un ruolo strategico, in particolare costituite dai Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche - RAEE (v. settori eolico, fotovoltaico, batterie), che diventano importanti fonti secondarie essenziali per l'approvvigionamento ed ancora troppo poco recuperate (<10%). Le stime dimostrano come il loro riciclo potrebbe soddisfare il 32% del fabbisogno italiano di materie prime strategiche. Le imprese che hanno animato: "I cantieri dell'economia circolare" e che svolgono in Abruzzo attività industriali innovative in questo campo dell'economia circolare, hanno richiesto una maggiore interlocuzione con la Regione Abruzzo, evidenziando tempi non congrui per il rilascio dei permitting e dimostrano concretamente come l'uso circolare delle risorse e l'industria del riciclo siano una leva strategica non solo da un punto di vista ambientale ma anche per la sicurezza dell'Italia, tra i Paesi più dipendenti dalle importazioni estere. Un appello da raccogliere.
